Controllo delle perdite di gas refrigerante: obbligo normativo e scelta intelligente
Quando si parla di impianti di climatizzazione e refrigerazione, si tende a concentrarsi sulle prestazioni immediate: quanto raffresca, quanto consuma, quanto è silenzioso. Ma c’è un aspetto meno visibile – eppure essenziale – che riguarda la sicurezza, la legalità e l’efficienza complessiva dell’impianto: il controllo delle perdite di gas refrigerante.
È una procedura spesso obbligatoria per legge, ma anche una scelta responsabile che porta benefici tangibili: risparmio energetico, meno guasti, rispetto per l’ambiente.
Vediamo insieme cosa prevede la normativa e perché conviene farlo, sempre.
Perché è importante controllare le perdite?
I gas refrigeranti (come R32, R410A, R134a…) sono fondamentali per il funzionamento di condizionatori e impianti frigoriferi. Ma quando ne fuoriescono anche piccole quantità, si possono verificare:
cali di rendimento dell’impianto;
aumento dei consumi elettrici;
danni all’ambiente (molti di questi gas hanno un effetto serra elevatissimo);
sanzioni, se non si rispettano gli obblighi normativi.
In sostanza: una perdita non si vede… ma si sente, in bolletta, nel comfort e nel rischio.
Cosa dice la normativa?
A regolamentare tutto è l’Unione Europea, prima con il Regolamento 517/2014, ora aggiornato con il Regolamento (UE) 2024/573.
Il principio è semplice: più gas climalterante contiene un impianto, maggiori sono i controlli da effettuare.
📌 È obbligatorio controllare le perdite se l’impianto contiene più di 5 tonnellate equivalenti di CO₂ (tCO₂eq).
Ma attenzione: non basta sapere quanti chilogrammi di gas ci sono. Bisogna considerare il GWP (Global Warming Potential) del gas utilizzato.
Ecco una tabella semplificata:
💡 Se il tuo impianto contiene più del valore indicato per il gas utilizzato, sei soggetto all’obbligo.
Ogni quanto bisogna fare i controlli?
Dipende dalla quantità totale di gas e dalla presenza o meno di un sistema di rilevazione automatica delle perdite:
tra 5 e 50 tCO₂eq → ogni 12 mesi
tra 50 e 500 tCO₂eq → ogni 6 mesi
oltre 500 tCO₂eq → ogni 3 mesi
Se l’impianto ha un sistema di rilevamento automatico delle perdite, la frequenza può essere dimezzata.
Chi può eseguire i controlli?
Solo un tecnico certificato FGAS può effettuare il controllo delle perdite, aggiornare il libretto d’impianto e, in caso di anomalie, intervenire a norma di legge.
Inoltre, ogni impianto soggetto all’obbligo deve disporre di un libretto d’impianto aggiornato, dove annotare ogni verifica, manutenzione o ricarica.
Cosa succede se non si controlla?
Ignorare l’obbligo può sembrare “comodo”, ma i rischi sono tutt’altro che teorici:
⚠️ Maggiore consumo elettrico, perché il compressore lavora di più;
⚠️ Minor efficienza: l’aria non è più così fresca, e l’impianto fatica;
⚠️ Rischio ambientale, perché il gas si disperde in atmosfera;
⚠️ Sanzioni, in caso di controlli da parte di ARPA o ISPRA;
⚠️ Guasti e costi imprevisti, perché una perdita trascurata può danneggiare il compressore o le tubazioni.
Un controllo conviene, sempre
Anche quando non sei obbligato per legge, il controllo periodico resta una buona pratica tecnica e ambientale, che porta con sé numerosi vantaggi:
✅ consumi più bassi;
✅ minor rischio di guasti;
✅ performance costanti;
✅ impianto che dura più a lungo;
✅ documentazione in regola.
Come possiamo aiutarti
SAIT Frigo è abilitata per legge alla gestione e controllo degli impianti contenenti gas fluorurati.
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📘 Aggiornamento del libretto d’impianto
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