Stagione termica 2025/26 in Lombardia: analisi e consigli

Com’è andata finora (e cosa aspettarsi fino alla bella stagione)

L’inverno 2025/2026 in Lombardia si sta facendo notare per un motivo preciso:
ha cambiato passo in modo netto tra dicembre e gennaio.
Prima un mese eccezionalmente mite, poi una fase di freddo più marcata, con gelate diffuse. Questo tipo di andamento “a due tempi” non è solo un dato meteo: incide su comfort in casa, consumi e su come “risponde” l’impianto quando viene richiesto di lavorare davvero.

In questo articolo facciamo un punto basato su dati e fonti ufficiali, con un taglio pratico: cosa è successo finora, cosa può succedere nelle prossime settimane e cosa conviene controllare adesso.

Dicembre 2025: un “falso inverno” (molto mite)

Dicembre è stato il mese più anomalo della stagione, fin qui. A Milano, la temperatura media mensile ha raggiunto 8,3 °C, rendendo dicembre 2025 il più caldo dal 1897 secondo i dati della Fondazione OMD (Osservatorio Meteorologico Milano Duomo), ripresi anche da ANSA.

Per l’area di Monza e Brianza, questo si traduce in un fatto semplice: meno giornate in cui l’impianto deve spingere, e più giornate “intermedie” in cui:

  • la caldaia lavora a carichi ridotti,

  • il termostato resta su temperature moderate,

  • la sensazione di freddo vero arriva più tardi.

Questo può sembrare solo un vantaggio (e in parte lo è), ma ha anche un effetto collaterale: molti impianti non vengono mai messi davvero alla prova. E quindi piccoli segnali (radiatori non perfettamente uniformi, pressione che scende di poco, tempi più lunghi del solito) possono passare inosservati.

Gennaio 2026: ritorno del freddo e impianti sotto stress

A inizio gennaio la situazione è cambiata. ARPA Lombardia ha riportato un episodio di freddo intenso il 7 gennaio 2026: in pianura le minime sono scese fino a circa -5 °C, con punte fino a -8 °C in alcune aree del Nord-Ovest milanese; in montagna si sono registrati valori molto bassi (fino a -22 °C a Livigno).

Per una realtà come SAIT (che lavora ogni giorno su impianti civili e condominiali), questa fase è quella in cui emergono due cose:

  1. gli impianti vengono richiesti davvero, con più ore di funzionamento e più potenza;

  2. eventuali inefficienze diventano evidenti.

I segnali più frequenti quando arriva il freddo vero

Senza allarmismi, ma con buon senso, in questa fase si notano spesso:

  • radiatori che scaldano a zone (caldi sopra e tiepidi sotto, o stanze che restano più fredde),

  • pressione instabile o rabbocchi troppo frequenti,

  • tempi di riscaldamento più lunghi del normale,

  • consumi che salgono oltre quanto ci si aspettava.

Non significa necessariamente “guasto”, ma significa che l’impianto va letto e, se serve, corretto: spesso bastano interventi mirati (spurgo aria, bilanciamento, verifica vaso espansione, controlli su circolazione e tarature) per riportare comfort ed efficienza.

Un inverno “a scatti” cosa comporta (davvero) su comfort e consumi

Quando un inverno alterna fasi molto miti e fasi più rigide, succedono tre cose pratiche:

1) comfort meno stabile
In casa si passa più facilmente da “troppo caldo” a “troppo freddo”, perché le regolazioni fatte in dicembre possono diventare inadatte a gennaio.

2) impianto più sollecitato nei cambi di fase
Gli impianti lavorano al meglio con un carico relativamente regolare. I passaggi rapidi da minimo a massimo aumentano cicli, richieste improvvise e mettono più in evidenza tarature non ottimali.

3) il rischio di rimandare tutto a fine stagione
È un classico: a marzo si spegne e ci si dimentica. Poi a ottobre si riaccende e ci si ritrova punto e a capo.

Cosa aspettarsi fino a fine stagione termica

Sulle previsioni a lungo termine è importante essere seri: non si tratta di “indovinare il meteo”, ma di leggere le tendenze.

Le previsioni mensili dell’Aeronautica Militare mostrano per febbraio un quadro nel complesso senza estremi continui, con un segnale che può oscillare e con possibilità di fasi più fredde sul Nord in alcune finestre.

Tradotto in modo concreto:

  • non è ancora primavera,

  • ma è plausibile un prosieguo fatto di saliscendi, tipico della parte finale della stagione fredda.

Quindi è realistico aspettarsi ancora periodi in cui la caldaia lavora bene, alternati a giornate più miti in cui basta poco.

Cosa conviene fare adesso (la parte utile)

Questo è un momento ottimo perché hai già visto come si comporta l’impianto nelle fasi più fredde, ma sei ancora in tempo per intervenire con calma.

Checklist pratica (senza fuffa)

  1. Uniformità dei radiatori: tutte le stanze scaldano allo stesso modo?

  2. Pressione caldaia: resta stabile o cala spesso?

  3. Tempi di riscaldamento: la casa arriva alla temperatura in tempi ragionevoli?

  4. Regolazioni: termostato/cronotermostato sono coerenti con il clima attuale o sono rimasti “tarati” su dicembre?

  5. Consumi: gennaio è salito, ok. Ma è salito “il giusto” o in modo anomalo?

Se noti segnali ripetuti, è meglio affrontarli ora: piccoli interventi a stagione in corso spesso evitano urgenze e interventi “di corsa”.

SAIT Frigo: supporto tecnico e pianificazione

Se vuoi un controllo, una regolazione o un parere su efficienza e sicurezza dell’impianto, siamo a disposizione.

📞 039 733251
📧 info@saitfrigo.it
🌐 saitfrigo.it
SAIT Frigo Srl – Il giusto clima.

Fonti

  • ARPA Lombardia – “Freddo intenso in Lombardia: sulle Alpi temperature fino a -22 °C” (7 gennaio 2026).

  • Fondazione OMD – Osservatorio Meteorologico Milano Duomo (dati storici) + ripresa stampa ANSA Lombardia: dicembre 2025 più caldo dal 1897 a Milano, media 8,3 °C.

  • Aeronautica Militare (MeteoAM) – Previsioni meteorologiche mensili (tendenze febbraio 2026).

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