Dosatore di polifosfati: la protezione invisibile per la caldaia e l’impianto termico

Il dosatore di polifosfati è una soluzione tecnica essenziale per prevenire calcare e corrosione nella caldaia. Scopri come funziona, come si installa e perché è richiesto dalle normative italiane.

Calcare e corrosione: i nemici silenziosi dell’impianto

Partiamo dal problema… Il calcare rappresenta una delle principali cause di inefficienza e guasto nelle caldaie.
Si forma quando l’acqua, riscaldandosi, rilascia i sali di calcio (Ca) e magnesio (Mg) presenti naturalmente. Questi minerali, con l’aumento della temperatura, precipitano e si depositano sulle superfici metalliche dello scambiatore.

Anche solo 2 mm di incrostazione riducono lo scambio termico fino al 15%, con un conseguente aumento dei consumi di gas e un maggiore stress meccanico sulle parti interne.
A lungo andare, questo fenomeno può portare a:

  • blocchi di circolazione dell’acqua,

  • rumorosità e surriscaldamenti localizzati,

  • corrosione galvanica e forature.

Come il dosatore di polifosfati può “risolvere” il problema

Il dosatore di polifosfati è un dispositivo progettato per limitare la formazione di calcare e ridurre i fenomeni di corrosione nelle tubazioni e nei generatori di calore.

Installato sulla linea di alimentazione dell’acqua fredda sanitaria, in ingresso alla caldaia, il dispositivo rilascia nell’acqua una piccola quantità controllata di polifosfati alimentari di sodio e potassio, conformi alla norma EN 1208:2005 per l’acqua potabile.

(Figura 1 – Sezione interna di un dosatore di polifosfato)

Come funziona: il principio del dosaggio proporzionale

Il dosatore sfrutta un sistema meccanico di Venturi che regola in modo automatico e proporzionale la quantità di polifosfato rilasciata nell’acqua.
Questo garantisce un dosaggio costante anche in presenza di portate variabili o basse pressioni.

Il flusso d’acqua attraversa due Venturi in serie:

  1. Il primo Venturi genera una depressione che richiama una minima parte d’acqua nel serbatoio dei cristalli.

  2. Il secondo Venturi dosa con precisione il rilascio, mantenendo il contenuto di fosforo totale inferiore a 5 mg/l, in conformità ai limiti europei per acqua potabile.

Il risultato è una pellicola protettiva invisibile che si forma sulle superfici interne dello scambiatore, impedendo ai sali di aderire e riducendo la corrosione.

Dove va installato e come si monta

Il dosatore deve essere installato:

  • in posizione verticale, rispettando il senso del flusso indicato sul corpo;

  • a monte della caldaia, sulla linea dell’acqua fredda sanitaria;

  • in luogo protetto dal gelo e facilmente accessibile per la manutenzione.

Può essere collegato direttamente sotto caldaia tramite codolo a calotta mobile, oppure tramite raccordo flessibile.
È spesso associato a un filtro defangatore magnetico, che invece agisce sull’acqua tecnica dell’impianto di riscaldamento, separando impurità e particelle ferrose. I due dispositivi operano su circuiti diversi ma sono complementari.

(Figura 2 – Esempio d’installazione sotto caldaia con dosatore di polifosfati in linea)

Manutenzione e ricarica

La manutenzione è semplice e rapida:
occorre sostituire la cartuccia di polifosfati o i cristalli granulari circa ogni 6 mesi (in base alla durezza dell’acqua e all’utilizzo).

Il livello dei sali è visibile attraverso il corpo trasparente del dosatore:
quando i granuli di colore scuro si depositano nella parte inferiore del contenitore, è il momento di ricaricare.

Per la sostituzione:

  1. Chiudere la valvola di intercettazione e scaricare la pressione.

  2. Rimuovere il contenitore e lavarlo sotto acqua corrente.

  3. Inserire la nuova carica di cristalli e riempire d’acqua.

  4. Riavvitare e riaprire la valvola, spurgando l’aria residua.

Dosatore o addolcitore? Le differenze spiegate in modo chiaro

Sebbene dosatore di polifosfati e addolcitore abbiano lo stesso obiettivo – contrastare il calcare – il loro funzionamento e il loro impatto sull’impianto sono molto diversi.

Il dosatore di polifosfati è un dispositivo pensato principalmente per proteggere la caldaia e l’impianto dell’acqua calda sanitaria. Il suo compito è quello di rilasciare una piccola quantità di polifosfati, che creano una pellicola protettiva sulle tubazioni e sugli scambiatori, impedendo al calcare di depositarsi.
La durezza dell’acqua non viene modificata, ma le incrostazioni vengono efficacemente bloccate.
Si tratta di una soluzione economica, con manutenzione ridotta (in genere una ricarica ogni 6 mesi) e conforme alla norma EN 1208 per l’acqua potabile.

L’addolcitore a resine, invece, tratta tutta l’acqua domestica. La sua azione è più profonda: rimuove realmente i sali di calcio e magnesio, responsabili della durezza, abbassandola in modo significativo. È un sistema più completo, ma richiede costi maggiori, sia di installazione che di gestione, oltre alla periodica rigenerazione con sale.
Non è adatto all’acqua destinata direttamente al consumo umano senza trattamento successivo.

In sintesi

Il dosatore di polifosfati è una soluzione intermedia e molto efficace quando l’obiettivo principale è proteggere la caldaia, ridurre il rischio di incrostazioni e far durare più a lungo l’impianto termico, il tutto con un investimento minimo.
Non sostituisce l’addolcitore, ma rappresenta un’ottima alternativa quando non è necessario trattare tutta l’acqua dell’abitazione.

Riferimenti normativi

Il Decreto Ministeriale 26 giugno 2015 (Allegato 1 – Capitolo 2.3.5) stabilisce l’obbligo di trattamento chimico per tutti gli impianti termici, nuovi o sostituiti:

“È sempre obbligatorio un trattamento di condizionamento chimico dell’acqua utilizzata negli impianti termici per la climatizzazione invernale, con o senza produzione di acqua calda sanitaria.”

La UNI 8065:2019, capitolo 7.3.1, conferma che:

“Indipendentemente dalla durezza dell’acqua e dalla potenzialità dell’impianto, sono obbligatori i trattamenti di condizionamento chimico.”

Il dosatore di polifosfati risponde pienamente a questi requisiti, offrendo una protezione proporzionata ed economica.

Sicurezza e qualità dell’acqua

I cristalli contenuti nel dosatore sono polifosfati alimentari certificati per acqua potabile.
Il loro rilascio proporzionale assicura concentrazioni sempre inferiori ai limiti previsti per legge, garantendo:

  • nessuna alterazione del gusto o della composizione dell’acqua;

  • sicurezza per l’uso sanitario;

  • continuità di protezione anche con portate ridotte.

Il dosatore di polifosfati è una soluzione discreta ma indispensabile per chi vuole preservare nel tempo l’efficienza della propria caldaia.
Riduce consumi, guasti e manutenzioni, allungando la vita dell’impianto.
È conforme alle normative vigenti, sicuro per l’acqua potabile e facilmente installabile anche sotto caldaia.

Affidarsi a SAIT Frigo Srl – Monza significa scegliere un partner tecnico competente, in grado di valutare la durezza dell’acqua, consigliare la soluzione di trattamento più idonea e garantire un’installazione certificata.

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Calcare: un nemico silenzioso ma concreto