Bonus fiscali 2026 per caldaie, climatizzatori e pompe di calore: guida pratica

Negli ultimi anni si è parlato molto di bonus casa, superbonus, ecobonus, “bonus caldaia”, “bonus climatizzatori”…
Il risultato naturale è una grande confusione: molti pensano che non esista più nulla, altri credono che si possano ancora ottenere agevolazioni altissime come in passato.

La verità, per il 2026, è nel mezzo:

  • i super-incentivi straordinari sono stati ridimensionati,

  • ma per chi sostituisce caldaie, installa pompe di calore o climatizzatori efficienti, alcune forme di agevolazione sono ancora attive, con regole più lineari.

In questo articolo facciamo il punto, concentrandoci su ciò che interessa direttamente il mondo termoidraulico:

  • caldaie a condensazione,

  • climatizzatori e pompe di calore,

  • sistemi ibridi.

⚠️ Importante: le informazioni che seguono si basano su quanto stabilito dalla Legge di Bilancio 2025 e dalle guide aggiornate dell’Agenzia delle Entrate e del GSE per il triennio 2025–2027. Le norme possono subire modifiche: per la parte fiscale è sempre necessario confrontarsi con il proprio commercialista o CAF di fiducia

I bonus 2026 in sintesi: i tre canali principali

Nel 2026, per chi interviene su caldaie, climatizzatori e pompe di calore, le agevolazioni ruotano principalmente attorno a tre strumenti:

  • Bonus Ristrutturazione (Bonus Casa) – detrazione IRPEF per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio.

  • Ecobonus – detrazione per gli interventi che migliorano l’efficienza energetica dell’edificio (generatori più performanti, pompe di calore, sistemi ibridi).

  • Conto Termico – incentivo diretto gestito dal GSE per l’incremento dell’efficienza energetica e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili (pompe di calore, sistemi ibridi, solare termico, ecc.).

Il cosiddetto “bonus caldaia” o “bonus climatizzatori” non è un bonus autonomo: è il modo con cui, nel linguaggio comune, si indicano gli interventi agevolati tramite queste misure.

1. Bonus Ristrutturazione (Bonus Casa) 2026: come si applica a caldaie e climatizzatori

Il Bonus Ristrutturazione è l’agevolazione “storica” per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio.
Consiste in una detrazione IRPEF, da ripartire in 10 anni, su una spesa massima di 96.000 euro per unità immobiliare.

Secondo la guida aggiornata e le indicazioni rese note nel 2025:

  • per le abitazioni principali, la detrazione rimane fino al 50% anche per le spese sostenute nel 2026;

  • per altri immobili (seconde case, ecc.), l’aliquota nel 2026 tende a scendere verso il 36%, con ulteriori riduzioni previste dal 2027, secondo quanto indicato dal quadro della manovra 2025–2027.

1.1. Quali interventi termoidraulici possono rientrare nel Bonus Ristrutturazione

A titolo esemplificativo, possono rientrare nel Bonus Ristrutturazione (se inseriti nelle corrette casistiche previste dalla norma):

  • sostituzione della vecchia caldaia con una caldaia a condensazione più efficiente,

  • installazione o sostituzione di climatizzatori / pompe di calore se collegati a un intervento di ristrutturazione più ampio (non puro “acquisto stand-alone”),

  • rifacimento parziale dell’impianto termico nell’ambito di lavori edilizi sull’unità immobiliare.

Per usufruire del bonus è necessario:

  • effettuare i pagamenti con bonifico parlante (specificando causale, dati del beneficiario e del fornitore),

  • conservare fatture e documentazione tecnica,

  • rispettare tutti gli adempimenti indicati dall’Agenzia delle Entrate.

Il Bonus Ristrutturazione è spesso la soluzione “base” per chi esegue lavori sulla propria abitazione e vuole avere un quadro relativamente lineare e duraturo nel tempo.

2. Ecobonus 2026: efficienza energetica e generatori evoluti

L’Ecobonus è la detrazione fiscale specifica per gli interventi che aumentano l’efficienza energetica dell’edificio: isolamento, serramenti, impianti termici ad alta efficienza, ecc.

Per la parte termoidraulica, riguardava e continua a riguardare in molti casi:

  • sostituzione di vecchie caldaie con sistemi a condensazione evoluti,

  • installazione di pompe di calore ad alta efficienza,

  • sistemi ibridi (caldaia a condensazione + pompa di calore),

  • sistemi di regolazione evoluta della temperatura.

Le aliquote e i massimali dell’Ecobonus sono stati rimodulati negli anni e, secondo il quadro delineato dalla Legge di Bilancio 2025, risultano allineati (o in fase di allineamento) alle logiche di riduzione graduale delle agevolazioni nel triennio 2025–2027.

In concreto, questo significa che:

  • le percentuali non sono più quelle molto elevate viste nel periodo del superbonus,

  • le aliquote “ordinarie” si attestano, in molti casi, su livelli simili a quelli del Bonus Casa (intorno al 50% con tendenza alla riduzione al 36% a regime), con differenze in base al tipo di intervento, all’immobile e all’anno di spesa. 2.1

2.1 Ecobonus: aspetti tecnici e burocratici da considerare

Rispetto al Bonus Ristrutturazione, l’Ecobonus è in genere più tecnico, perché richiede:

  • il rispetto di requisiti minimi di efficienza energetica del generatore e/o dell’impianto,

  • invio di pratica ENEA entro i termini previsti,

  • documentazione tecnica più articolata (certificazioni, schede prodotto, ecc.).

Per questo motivo è fondamentale che il cliente:

  • si coordini con il proprio consulente fiscale,

  • presenti al professionista tutta la documentazione tecnica fornita dall’installatore.

Dal punto di vista tecnico, la scelta di pompe di calore e sistemi ibridi ben dimensionati – soprattutto in abbinamento a edifici già efficienti – può rappresentare una soluzione interessante sia in termini energetici che di accesso alle agevolazioni.

3. Conto Termico: l’incentivo diretto per pompe di calore e sistemi efficienti

Accanto alle detrazioni fiscali (Bonus Casa ed Ecobonus), continua a essere attivo il Conto Termico, gestito dal GSE.

A differenza delle detrazioni:

  • non si tratta di un recupero IRPEF spalmato in 10 anni,

  • ma di un incentivo diretto, erogato in una o più rate (a seconda dell’importo) direttamente sul conto del beneficiario.

Per i privati, sono incentivabili – tra gli altri – interventi quali:

  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con pompe di calore (aria-aria, aria-acqua, geotermiche, ecc.),

  • sostituzione degli impianti con sistemi ibridi pompa di calore + caldaia a condensazione,

  • installazione di solare termico per la produzione di acqua calda sanitaria o a integrazione del riscaldamento.

Il Conto Termico può coprire, per certe tipologie di intervento, fino al 40–65% della spesa, entro limiti e condizioni precise (potenze, rendimenti minimi, tipologia di edificio, ecc.).

3.1 Conto Termico vs detrazioni fiscali

La scelta tra Conto Termico e detrazioni (Bonus Casa/Ecobonus) dipende da:

  • tipologia di intervento e generatore installato,

  • importo complessivo della spesa,

  • profilo fiscale del cliente (capienza IRPEF, ecc.),

  • tempi con cui si desidera rientrare dell’investimento.

È una valutazione che deve essere fatta insieme al consulente fiscale, con il supporto dei dati tecnici forniti dall’installatore (schede prodotto, certificazioni, indicazioni sul fatto che l’apparecchio sia presente o meno nel catalogo degli apparecchi prequalificati del GSE).

4. “Bonus climatizzatori” e “bonus caldaia”: chiarire i nomi commerciali

Online si trovano spesso espressioni come “bonus climatizzatori 2026” o “bonus caldaia”.
In realtà, non esiste una norma unica con questo nome: si tratta di etichette commerciali per indicare:

  • l’utilizzo del Bonus Casa o dell’Ecobonus per l’acquisto e installazione di climatizzatori/pompe di calore,

  • eventuale ricorso al Conto Termico per la sostituzione del generatore con sistemi più efficienti.

Questo significa che:

  • non c’è un “modulo bonus climatizzatore” a parte,

  • ma bisogna capire quale canale di agevolazione si sta utilizzando (Bonus Casa, Ecobonus o Conto Termico), con regole, limiti e adempimenti diversi.

Quale bonus scegliere? Alcuni casi-tipo (da valutare con il consulente fiscale)

Senza entrare nel merito delle singole posizioni fiscali (che spettano al commercialista), possiamo fare alcuni esempi utili a livello tecnico:

  • Sostituzione di una vecchia caldaia con una caldaia a condensazione, senza altre opere importanti sull’edificio
    → spesso rientra nel Bonus Ristrutturazione (Bonus Casa), valutando se conviene o meno attivare anche Ecobonus in base alle caratteristiche dell’impianto.

  • Passaggio da caldaia tradizionale a pompa di calore aria-acqua o aria-aria
    → può rientrare in Ecobonus o nel Conto Termico, a seconda del progetto, dei requisiti tecnici e delle valutazioni fiscali.

  • Installazione di un sistema ibrido (caldaia a condensazione + pompa di calore, con regolazione integrata)
    → spesso interessante sul piano energetico, può accedere a Ecobonus o Conto Termico se rispettati requisiti e procedure.

In tutti questi casi, il ruolo di un’azienda come SAIT Frigo è:

  • dimensionare e progettare correttamente il sistema,

  • fornire la documentazione tecnica completa,

  • affiancare cliente e consulente fiscale nelle informazioni di carattere tecnico (rendimento, potenza, certificazioni).

La scelta della strada fiscale migliore rimane invece in capo al commercialista o al CAF di fiducia.

Come ti aiuta SAIT Frigo nella giungla dei bonus 2026

SAIT Frigo non è uno studio fiscale e non svolge attività di consulenza tributaria.
Il nostro ruolo è diverso, ma complementare:

  • analizzare la situazione dell’impianto esistente (caldaia, climatizzatori, sistemi ibridi),

  • proporre soluzioni tecniche adatte all’abitazione e alle abitudini di utilizzo (non solo “più incentivi possibile”, ma impianto giusto),

  • fornire tutta la documentazione tecnica necessaria per l’eventuale accesso a Bonus Casa, Ecobonus o Conto Termico,

  • coordinare, se richiesto, il flusso informativo con il commercialista/CAF del cliente.

In questo modo il cliente non si trova da solo a dover capire:

  • quale tecnologia scegliere,

  • quali documenti servono,

  • quali valori tecnici devono comparire nelle pratiche.

Conclusioni: bonus 2026 sì, ma con aspettative realistiche

In sintesi:

  • nel 2026 esistono ancora incentivi per chi cambia caldaia, installa climatizzatori efficienti o passa a pompe di calore,

  • non sono più agevolazioni “eccezionali”, ma strumenti più ordinari e stabili (Bonus Casa, Ecobonus, Conto Termico),

  • serve una valutazione concreta caso per caso, mettendo insieme:

    • parte fiscale (commercialista/CAF),

    • parte tecnica (scelta corretta dell’impianto).

Se stai pensando di programmare un intervento nel 2026 – sostituzione caldaia, installazione di una pompa di calore o di un sistema ibrido – possiamo aiutarti a valutarne la fattibilità tecnica e i possibili vantaggi in termini di comfort ed efficienza.

📞 039 733251
📧 info@saitfrigo.it
🌐 saitfrigo.it
SAIT Frigo Srl – Il giusto clima.

 

Indietro
Indietro

Manutenzione caldaia: quali documenti deve rilasciarti il tecnico (e perché sono importanti)

Avanti
Avanti

Dai camini alle pompe di calore: come è cambiato il riscaldamento delle nostre case